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Servizio fotografico di gravidanza - Marco Verri

Roberta e Vittorio

Luana e Cristian

Marco Verri fotografia di gravidanza a Lecce

Chiama Angeli: a cosa serve?

Il gioiello che quasi tutte le mamme in dolce attesa indossano e viene spesso utilizzato durante il servizio fotografico di gravidanza, da dove prende origine?

 

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Composto da un ciondolo sferico legato da una lunga catenella, contiene all’interno un piccolo xilofono che urtando il ciondolo emette un suono dolce. Si pensa sia in grado di richiamare l’attenzione dell’angelo custode nel corso della gravidanza.

Infatti, le storie raccontano che il suo suono sia magico e che abbia il potere di chiamare l’Angelo Custode di chi lo indossa per fornire protezione, conforto e guida durante la gravidanza. Una protezione per la mamma, ma anche per il bambino che sta per nascere.

Nella cultura dei Maya, il ciondolo era noto come il “Llamador de Angeles” ovvero il “Chiama Angeli”. Una leggenda tramandata nei secoli narra come il suono delicato ed unico di ciascun pendente avesse il potere magico di attirare l’Angelo Custode di chi lo indossa, proteggendo ed accompagnando per tutta la vita.

A cosa serve…

È molto utile per rilassare il bambino: posizionando il ciondolo a contatto con il pancione, permette al piccolo di sentire la sua presenza durante i movimenti quotidiani.

Un uso pratico del chiama angeli potrebbe esserne fatto durante l’allattamento: modificando la lunghezza della catenella fino al seno, il chiama angeli può essere utilizzato come gioco dal bambino oppure per addormentarlo tra le braccia di mamma. Riascoltare quel suono in un momento di agitazione, per il pargolo potrebbe risultare un suono rilassante in quanto potrebbe ricordare il grembo materno.

 

Se anche tu sei interessata ad un servizio fotografico per il tuo bambino, neonato oppure sei incinta e desideri ritrarre per sempre questo momento speciale puoi contattarmi QUI.

 

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Marco Verri fotografia di gravidanza a Lecce

Come si svolge il servizio Gravidanza?

Come avverrà? 🤔

Quanto durerà? 😨

Cosa indosserò? 😱

STOP PANICO!!

 

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La gravidanza è un periodo unico dove ogni donna vive un’intensa esperienza, la vita che si crea. Un momento speciale insomma.

Il mio scopo è di farti vivere un’esperienza in totale tranquillità innanzitutto!!

Per svolgere al meglio il tuo servizio fotografico di gravidanza, farò di tutto per creare un ambiente sereno e tranquillo, immortalando il lato più elegante e femminile di te e delle tue curve, conducendoti verso le pose che insieme ad abiti e luce rendano i tuoi ricordi unici ed intimi.

Nei servizi fotografici di gravidanza cerco di capire al meglio, con l’aiuto dei protagonisti, i loro gusti ed eventualmente gli abiti da utilizzare. Tendenzialmente preferisco un vestiario piuttosto semplice, per dare risalto al viso e alla fisicità delle persone; infatti spesso e volentieri io e le future mamme siamo spesso sulla stessa lunghezza d’onda.

È capitato anche che alcune clienti abbiano provveduto ad acquistare una camicetta o vestaglietta appositamente per il servizio fotografico, ovviamente nulla e nessuno vi vieta di scegliere l’abbigliamento in base alle vostre preferenze!

Aspettate un attimo però! Prima parliamone insieme…non vorrei mai trovarmi di fronte ad una camicetta verde a pois rossi 😂  

Il servizio fotografico di gravidanza si svolge presso il mio studio fotografico a Melendugno oppure in esterna. Dopo la sessione di scatto, nei giorni seguenti, vedrai i provini (che ti invierò oppure direttamente in studio) e sarai tu stessa a scegliere quelle che preferisci.

Successivamente procederò con l’editing degli scatti da te scelti, per consegnarti un ricordo unico ed emozionante della tua gravidanza.

Per concludere, ti consiglio di scegliere attentamente il tuo fotografo di gravidanza, essendo molto importante e personale. Scegli la persona più affine a te e con la quale senti di poter essere in sintonia. Ricorda, il fotografo non ha solo il ruolo di scattare delle buone fotografie, ma di donarti un’esperienza ed un momento piacevole. In totale serenità.

 

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Gravidanza ed alimentazione Marco Verri fotografo di gravidanza

Alimentazione in gravidanza: “Non mangiare per due, ma due volte meglio”

Un ritardo. Sarà proprio vero? Il test di gravidanza e… “SONO INCINTA!”

E mentre i genitori pensano a come dare a parenti e amici il lieto annuncio, il bambino si sviluppa con una velocità sorprendente.

Questo rappresenta l’inizio di un percorso scandito da nausee (ma non sempre), ecografie, analisi, ma soprattutto modificazioni del corpo e della psiche che hanno dell’incredibile.

È un periodo in cui paure e dubbi si affollano su se stesse, sul proprio corpo (Ingrasserò? Il parto sarà doloroso? Continuerò ad avere un aspetto gradevole? Come gestire la mia alimentazione in gravidanza?) e sul bimbo che nascerà (Sarà sano? Intelligente? Vivace?).

La verità è che non si è mai del tutto pronte ad affrontare un cambiamento tanto grande come la maternità, soprattutto se si tratta della prima volta. Quel che è certo è che si tratta di un evento che porta nella vita di una donna, del proprio compagno, della famiglia e degli amici che circondano la coppia una gioia grande ed intensa, una vera iniezione di euforia e vitalità. 

I cambiamenti più evidenti sono certamente quelli fisici: il bacino si allarga, la pancia cresce, il seno aumenta di volume. All’interno del corpo di una donna gli organi si spostano e le costole si distanziano per far spazio al feto. Tuttavia dopo il parto, nel giro di qualche mese, ogni cosa “si rimette al suo posto” e le sembianze della mamma tornano “normali”. A volte restano dei chili da smaltire, a volte qualche smagliatura in più o la piccola cicatrice del taglio cesareo, ma nella maggior parte dei casi il corpo della donna non subisce alcuna sensibile modificazione. 

In questo periodo, però, una mamma sente raccontare dai parenti o dalle amiche diversi aneddoti o miti riguardo la gravidanza e l’allattamento, che possono creare dubbi e generare confusione.

Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza e di sfatare alcuni pregiudizi!

 

“SI DEVE MANGIARE PER 2”

Un errore molto frequente è quello di consumare grosse quantità di cibo che si traducono in un vero surplus calorico ed in un conseguente eccessivo aumento di peso.

L’alimentazione della gestante non dovrebbe differire molto da quella seguita normalmente, infatti il fabbisogno calorico aggiuntivo nel primo trimestre è veramente irrisorio, circa 70 Kcal al giorno, che corrispondono al quantitativo calorico di una mela, per arrivare ad un massimo di 500 kcal in più nell’ultimo trimestre.

Il regime alimentare della mamma dovrà, dunque, subire modificazioni soprattutto nella qualità degli alimenti consumati, al fine di assicurare la copertura dei fabbisogni energetici propri e del nascituro.

La regola fondamentale potrebbe, quindi, essere così rivista: “NON SI DEVE MANGIARE PER DUE, MA DUE VOLTE MEGLIO!”

 

“LE ‘VOGLIE’ MATERNE MACCHIANO LA PELLE DEL NEONATO”

È opinione comune che le voglie alimentari siano il segno che al bambino manca qualche particolare nutriente; tuttavia, questa teoria non è mai stata dimostrata. Oltretutto, secondo la tradizione popolare, quando la mamma desidera un particolare alimento e tocca una parte del corpo prima che la voglia venga soddisfatta, il bambino nascerà con una macchia cutanea rappresentativa del desiderio insoddisfatto in quella parte del corpo. Non si conoscono le precise ragioni di questi, talvolta, bizzarri desideri alimentari, ma potrebbero corrispondere all’aumento di alcuni ormoni, ad esempio degli estrogeni. Le cosiddette “voglie” sono di varia natura e colore: gli angiomi color fragola sono formati dall’accumulo di vasi sanguigni sotto la pelle e non dipendono dalla voglia di fragole della madre; gli angiomi color caffè o caffelatte sono causati da una maggior concentrazione di melanina e non dal desiderio di queste bevande. In generale, fintanto che i desideri e le avversioni alimentari non vi allontanino eccessivamente da un regime alimentare sano ed equilibrato, potrete assecondarli senza particolari preoccupazioni!

  

“BERE BIRRA IN GRAVIDANZA FARÀ PRODURRE PIÙ LATTE”

È stato dimostrato che la produzione di latte dipende da processi neuro-ormonali e non dalla quantità di birra che assume la donna. Al contrario, l’abuso degli alcolici in genere potrebbe aumentare il rischio di anomalie fetali, risulta, quindi, importante limitarne il consumo.

 

“SI DEVE BERE L’OLIO DI RICINO PER EVITARE LA STIPSI”

In gravidanza, il transito intestinale, è rallentato per un migliore assorbimento delle sostanze nutritive. Inoltre, l’utero ingrossato schiaccia il retto ostacolando il normale deflusso delle feci. Anche l’aumento del progesterone, che rilassa i muscoli, rallenta l’attività dell’intestino. Tutte queste condizioni possono causare stitichezza che, al contrario di quanto si possa pensare, non si cura con l’olio di ricino. È indicato, invece, mangiare cibi ricchi in fibre, come frutta, verdura e crusca, e bere molta acqua. È consigliato anche lo yogurt, perché i fermenti lattici in esso contenuti mantengono in equilibrio la flotta batterica, favorendo il buon funzionamento dell’intestino.

 

Una corretta alimentazione in gravidanza non serve a dimagrire, ma a non aumentare eccessivamente di peso, evitando problemi quali: diabete gestazionale, pre-eclampsia, parto prematuro, macrosomia fetale (con rischi aumentati per il parto).

Dobbiamo metterci tutte a dieta, quindi? Si, ma non nella sua concezione di regime ristretto e proibitivo che spesso assume. Farsi consigliare da un nutrizionista su come gestire la propria alimentazione è molto importante per non incorrere in errori banali dettati da una scarsa informazione o da idee errate che si diffondono con facilità.

 

Dott.ssa Alessandra Esposito – Biologa Nutrizionista
Tel: 329 6147321
info@alessandranutrizione.com
FB: Dott.ssa Alessandra Esposito-Biologa Nutrizionista

 

 

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Marco Verri fotografia di gravidanza a Lecce

Francesca e Luca

Ringrazio molto Francesca e Luca di aver scelto me per realizzare il loro servizio fotografico di gravidanza. Riguardando gli scatti realizzati, è stata una sessione molto bella ed emozionante; soprattutto perché ho avuto modo di sperimentare insieme a loro.

 

 

Se anche tu sei interessata ad un servizio fotografico per il tuo bambinoneonato oppure sei incinta e desideri ritrarre per sempre questo momento speciale puoi contattarmi QUI.

Il mio campo di azione è in provincia di Lecce.

Puoi inoltre dare uno sguardo al mio BLOG per ricevere le prime informazioni.

Marco Verri fotografia di gravidanza

Servizio fotografico gravidanza – Manuela e Andrea

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Il mio campo di azione è in provincia di Lecce.

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Marco Verri fotografia neonato

Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?

Almeno una volta a ciascuno di noi, sarà capitato di aver perso i files delle fotografie “gelosamente” custodite su un hard disk o chiavetta usb a caso e senza nessuno scrupolo. Durante gli ultimi anni, quelli in cui vivo di fotografia per intenderci, il mio mondo si è rivoluzionato, ho studiato tanto e imparato molte cose, la maggior parte delle quali non c’entrano nulla con la “foto o la luce perfetta”, che sono di “contorno”alla mia professione ma che, pensa te, occupano l’80% del mio tempo.

Il premio per l’aspetto che più mi ha creato problemi va sicuramente alla creazione del listino. Ah il listino! Bestia nera credo di qualunque professionista che offra servizi non così facilmente prezzabili e per i quali stabilire il corretto prezzo non è affatto semplice.

In questo articolo oggi voglio spiegarti meglio per quale motivo nel mio sono quasi sempre presenti le stampe.

Ti anticipo subito che non è una questione economica, la gestione di un album per il fotografo è scomoda perché:

  • Porta via molto tempo. Impaginazione, scelta dei dettagli con il cliente, gestione ordini e consegna.
  • In tutte queste fasi è possibile compiere un errore, e indovina a chi rimane sul groppone il tuo album?
  • Alza i prezzi. E’ ovvio, il cliente deve sostenere il costo della stampa e rilegatura dell’album.
  • Alza il fatturato. Questo aspetto è spesso trascurato, ma per chi, per motivi di inquadramento fiscale ha limiti di fatturato, a fine anno gli album rappresentano una bella fetta che per di più non è stata fonte di guadagno per il fotografo, se non in parte.

Tuttavia, l’album è presente in quasi tutte le soluzioni che offro, e i motivi sono più di uno.

 

Rivoluzionario

Non perché sia un prodotto nuovo, ma perché copre esigenze che avrai anche in futuro. Il tuo servizio fotografico va visto come un investimento a lungo termine e non per pubblicare due foto su Facebook il giorno dopo. È un lavoro che dovrai consegnare ai tuoi figli per mostrargli come la sua famiglia era in passato.

Sicuro

In quest’ottica la chiavetta digitale non è certo la scelta più intelligente perché è un supporto facilmente deteriorabile, senza contare che tra vent’anni la porta USB sarà un ricordo sfumato come per noi lo è il Walkman e le vecchie musicassette, puoi immaginare (ammesso che tu la abbia ancora) cosa te ne potrai fare della chiavetta?

È un paracadute

Sparo, in ordine casuale tutte le frasi che ho sentito in questi anni circa la perdita dati:

  • Oddio, mio marito non è tanto pratico con il computer e non so cosa abbia fatto, ma le tue foto non ci sono più! Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Credevo di averle salvate in ufficio ma proprio non trovo più quella cartella, mia moglie mi ucciderà…Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Guarda…sono entrati i ladri in casa mia e mi hanno rubato il portatile con anni di foto, persino quelle del matrimonio…sono disperata. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Non capisco…fino a ieri la chiavetta funzionava..adesso mi dice “memoria disco corrotta, si prega di formattare il supporto”. Hai idea di cosa sia successo? Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • E niente…la tempesta dell’altro ieri mi ha bruciato l’hard disk esterno che avevo comprato apposta, irrecuperabile. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Il cane passando si è impigliato nel filo di alimentazione del mio Hard Disk facendolo cadere, adesso fa un rumore strano e non riesco ad accedervi. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Aiutooooooo!

 

Faccio notare che tutto quanto scritto sopra non è frutto di fantasia quanto di esperienze vissute e di fatti accaduti realmente nella mia breve carriera di fotografo.

Però aspetta, non ho finito, ho un sassolino nella scarpa che mi devo togliere da un paio di anni.

Il migliori sono i papà che mi dicono “ma stai tranquillo che io non le perdo di sicuro” quasi a leggere nei loro occhi “ma per chi mi hai preso?” Ok….

Ma alla fine, il mio mestiere non è convincervi a tutti i costi che il modo migliore che avete di custodire i vostri ricordi è di uscire dalla digitalizzazione, il mio compito da professionista è quello di mettervi a conoscenza dei rischi che vi prendete nel non farlo, e di lasciare a voi la scelta definitiva.

Sai perché spesso l’album è visto come un prodotto noioso? Perché viene associato a quello di matrimonio che, storicamente, nessuno sfoglia mai più di tanto e viene ritenuto, nel tempo, una spesa che si poteva evitare.

Beh, io ti posso assicurare che l’album di tuo figlio lo consumerai a forza di guardarlo, lo guarderai tu e lo farai guardare a forza ad amici e parenti perché li dentro ci sono le immagini del tuo bambino, e nulla varrà di più al mondo per te.

Sia chiaro, l’album non è l’unico prodotto al mondo in grado di offrirti tutto questo, in genere qualunque prodotto stampato, se di qualità, svolge le stesse funzioni dell’album. Diciamo che per quello che si fa nel mio studio è il contenitore più comodo e pratico e per questo motivo è diventato il punto di forza dei miei pacchetti e ti assicuro nessuno mi ha mai detto di essersi pentito di averlo portato a casa.

 

Io spero vivamente di essermi spiegato come si deve e averti fatto capire che cosa davvero significa acquistare un servizio fotografico per il tuo bambino e quale dovrebbe essere l’approccio corretto. Comprendo comunque che a volte ci siano limiti di budget che ci fanno preferire alcune strade piuttosto di altre e non è mio compito giudicare le tue scelte, ho solamente voluto darti qualche strumento utile per valutare al meglio la cosa in modo globale.

Marco Verri fotografia di gravidanza

Cara mamma, credi di essere l’unica a disagio davanti all’obiettivo?

Sicuramente credi che ci sia imbarazzo da parte tua nel farti fotografare seminuda oppure nuda? Niente di più vero ma anche di sbagliato! Perchè oltre al tuo, c’è anche (in forma diversa certo, certo) il mio. 

Quando ho intrapreso la strada del ritratto immaginavo già che mi sarei trovato ad “affrontare” la questione nudo. Anche se devo ammettere che, a parte chi sceglie di rimanere vestita, ho potuto verificare che una donna in dolce attesa è stimolata e propensa a farsi fotografare anche senza o con pochi veli; vuoi per la particolare unicità del momento, vuoi perché forse un po’ “educata” dalla tendenza.

 

Il mio primo servizio fotografico di gravidanza in studio mi ha dato tanto da tribolare, soprattutto riguardo al come approcciare l’argomento; ma ricordo bene che è stato tutto molto naturale sia da parte mia che da parte della mamma.  Ma riflettendoci, e come soprattutto mi hanno fatto notare spesso e volentieri, “Ma scusa non è come se mi vedessi al mare?”. Giusto. Giusto approccio e fine delle tribolazioni. Sicuramente nei primi tempi chiaramente c’è stato dell’imbarazzo di base da parte mia, in quanto approccio veramente ai primi servizi di fotografia di gravidanza, in quanto proprio primi approcci.

 

Ma si sa, a volte le paure sembrano più grandi di quello che realmente sono.

 

Chiaramente tempo prima fotografavo macchine, go-kart, calcio ed eventi di cronaca, però l’intraprendere il ritratto fotografico (perchè di fotografia di ritratto si tratta) è stato meno traumatico rispetto a come me lo immaginavo, in quanto ti porta ad avere un approccio molto più intimo con chi si ha di fronte.

Quello che voglio farti capire è che oltre alle fotografie SUPER WOW sui siti e sulle pagine dei fotografi professionisti che ritraggono mamme in forma smagliante, esiste la magnifica normalità di una donna incinta, fatta mille trasformazioni (gambe gonfie, chili di troppo e chi più ne ha ne metta) che a prima vista potresti pensare che hanno poco a che vedere con un servizio fotografico. Dico a prima vista perchè l’errore più diffuso è valutare un lavoro dall’aspetto estetico e non da quello emotivo. Ed è proprio il valore emozionale ciò che dovrebbe spingere una famiglia a realizzare le proprie immagini di gravidanza.

Quello che spiego ai clienti è che l’album realizzato oggi, prima o poi passerà in mano proprio al tuo figlio che ora porti in grembo, verrà sfogliato dai vostri figli e loro in quelle foto vedranno la loro mamma in uno dei momenti più coinvolgenti della loro vita, leggeranno quelle foto privi di critica analitica. Con gli occhi di un figlio.

Questo probabilmente è uno degli aspetti fondamentali della fotografia di gravidanza, sicuramente quel motivo che fa cambiare idea alle persone che spesso si trascurano e si sottostimano per un qualsiasi motivo.

Essendo fotografo di professione è chiaro avrei piacere di essere io a realizzare il tuo servizio di gravidanza perché in studio da me cerco di rendere il tutto esteticamente perfetto, ma quello che mi sento di dirti qualunque sia la tua scelta, è di non perdere l’occasione di scattarti qualche fotografia della tua pancia, non per vanità, non per postarla su Facebook o Instagram ma fallo per tuo figlio, fallo per tramandargli qualcosa.

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Marco Verri fotografia neonato

I primi giorni non torneranno mai

I veri motivi per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita.

 

Una delle cose più faticose da comunicare ai miei clienti è stata la necessità di fotografare i loro pargoli nei primi giorni della loro vita, mediamente tra gli 8 e i 12 giorni.

Ho scritto “necessità” perché effettivamente è questo, non quindi un capriccio. Una specifica esigenza senza la quale il lavoro diventa enormemente più difficile, che già di base non proprio semplice, se ci aggiungiamo altre difficoltà siamo fritti.

 

Il servizio fotografico neonato ha come specifica prerogativa e particolarità, quella di essere svolto quasi interamente con il bambino addormentato, “piccolo particolare” che rende il tutto molto ma molto più difficile da gestire perché prevede un approccio differente, ma è lo stesso fattore che rende tutto molto ma molto più bello.

 

Ma perché si cercano le immagini con il bambino che dorme?

Beh, la risposta sta nella fotografia stessa, l’immagine di un bimbo che dorme pacifico è molto più tenera e dolce della sua equivalente con gli occhi aperti. Ho delle fotografie nel mio hard disk assolutamente identiche, scattate una a pochi secondi l’una dall’altra in cui in una delle due il bimbo ha gli occhi aperti e ti posso assicurare che il risultato è completamente diverso.

Ma riuscire a fotografare un bimbo che dorme presuppone tutta una serie di accortezze che si adottano PRIMA dello scatto vero e proprio e dell’arrivo dei genitori in studio. Ad esempio locale decisamente riscaldato, ambiente sereno e tranquillo ma non completamente silenzioso.

Sfatiamo il mito del silenzio assoluto che deve circondare il neonato per permettergli di dormire sereno; è una credenza che va contro la logica, se pensiamo che il bimbo non è MAI stato nel silenzio, soprattutto nel grembo materno tra liquidi, fluidi e rumori di ogni genere. Non stupitevi quindi se il vostro bambino si permette di fare 3 ore di sonno mentre qualcuno passa l’aspirapolvere, un altro guarda la TV e il fratellino gioca con la batteria nuova che gli hanno regalato a Natale. Tutto nella norma.

 

Ma quali sono i motivi veri e propri per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita?

IL SONNO

Un bambino nei suoi primi giorni di vita dorme in media 20 ore al giorno. È intuitivo capire quanto siano preziosi quindi questi primi istanti per quello che dobbiamo fare qui, cioè realizzare belle fotografie di neonati.

 

LA MUSCOLATURA

Le pose in cui posizioniamo i nostri piccoli modelli durante un servizio fotografico, che sono assolutamente naturali e non forzate se togliamo alcune più elaborate e scenografiche che vengono eseguite a richiesta, non sono altro che la replica delle posizioni in cui spesso il neonato si trova all’interno dell’utero materno e che assumono, ovviamente senza sforzo.

Una volta venuto alla luce, sebbene il bimbo sia assolutamente “snodato” la sua muscolatura inizia gradualmente ad irrigidirsi, come è normale che sia crescendo di peso, e alcune posizioni possono cominciare a risultare scomode per lui, rendendole sconsigliabili dopo alcune settimane. Nei primi giorni invece queste sono per lui più familiari rendendo il servizio un processo decisamente non invasivo per lui.

 

ACNE

Qui si scende nel tecnico 🙂 L’acne nel neonato è la conseguenza di una limitata metabolizzazione degli ormoni androgeni che ha ricevuto dalla mamma (all’interno del feto materno, a questa funzione provvedeva il fegato della mamma) che stimolando le ghiandole sebacee creano questi antiestetici foruncoli. La spiegazione è complessa, ma a noi interessa sapere che questo processo di solito si incammina dopo alcuni giorni, noi ovviamente cerchiamo di non incontrarlo sulla strada del nostro servizio fotografico.

 

CROSTA LATTEA

Anche la crosta lattea ha il dispettoso vizio di manifestarsi nelle prime settimane di vita e rappresenta un ulteriore motivo per eseguire il nostro servizio prima del suo comparire.

 

COLICHE

Spauracchio di tutti i neo genitori, o almeno di quelli che sanno di cosa si tratta, le coliche SE si manifestano lo fanno intorno alla seconda settimana di vita del bambino e rappresentano una dura prova da superare per i genitori.

Va da sé che un bimbo con le coliche ha altro a cui pensare ed è bene fare in modo che non presenti questo disturbo durante il suo servizio fotografico che deve svolgersi in totale relax e serenità.

 

Insomma, come forse avrai compreso leggendo il valore aggiunto degli occhi chiusi ci rende il tutto un pochino più complicato ma molto più “magico”. D’altronde nessuno ha mai detto che la fotografia newborn sia un genere semplice ed immediato, le cose belle si ottengono con sacrificio e dedizione, due cose che ho imparato a mettere sul piatto della bilancia fin da subito quando ho deciso di intraprendere questo mestiere.

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