I primi giorni non torneranno mai
I veri motivi per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita.
Una delle cose più faticose da comunicare ai miei clienti è stata la necessità di fotografare i loro pargoli nei primi giorni della loro vita, mediamente tra gli 8 e i 12 giorni.
Ho scritto “necessità” perché effettivamente è questo, non quindi un capriccio. Una specifica esigenza senza la quale il lavoro diventa enormemente più difficile, che già di base non proprio semplice, se ci aggiungiamo altre difficoltà siamo fritti.
Il servizio fotografico neonato ha come specifica prerogativa e particolarità, quella di essere svolto quasi interamente con il bambino addormentato, “piccolo particolare” che rende il tutto molto ma molto più difficile da gestire perché prevede un approccio differente, ma è lo stesso fattore che rende tutto molto ma molto più bello.
Ma perché si cercano le immagini con il bambino che dorme?
Beh, la risposta sta nella fotografia stessa, l’immagine di un bimbo che dorme pacifico è molto più tenera e dolce della sua equivalente con gli occhi aperti. Ho delle fotografie nel mio hard disk assolutamente identiche, scattate una a pochi secondi l’una dall’altra in cui in una delle due il bimbo ha gli occhi aperti e ti posso assicurare che il risultato è completamente diverso.
Ma riuscire a fotografare un bimbo che dorme presuppone tutta una serie di accortezze che si adottano PRIMA dello scatto vero e proprio e dell’arrivo dei genitori in studio. Ad esempio locale decisamente riscaldato, ambiente sereno e tranquillo ma non completamente silenzioso.
Sfatiamo il mito del silenzio assoluto che deve circondare il neonato per permettergli di dormire sereno; è una credenza che va contro la logica, se pensiamo che il bimbo non è MAI stato nel silenzio, soprattutto nel grembo materno tra liquidi, fluidi e rumori di ogni genere. Non stupitevi quindi se il vostro bambino si permette di fare 3 ore di sonno mentre qualcuno passa l’aspirapolvere, un altro guarda la TV e il fratellino gioca con la batteria nuova che gli hanno regalato a Natale. Tutto nella norma.
Ma quali sono i motivi veri e propri per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita?
IL SONNO
Un bambino nei suoi primi giorni di vita dorme in media 20 ore al giorno. È intuitivo capire quanto siano preziosi quindi questi primi istanti per quello che dobbiamo fare qui, cioè realizzare belle fotografie di neonati.
LA MUSCOLATURA
Le pose in cui posizioniamo i nostri piccoli modelli durante un servizio fotografico, che sono assolutamente naturali e non forzate se togliamo alcune più elaborate e scenografiche che vengono eseguite a richiesta, non sono altro che la replica delle posizioni in cui spesso il neonato si trova all’interno dell’utero materno e che assumono, ovviamente senza sforzo.
Una volta venuto alla luce, sebbene il bimbo sia assolutamente “snodato” la sua muscolatura inizia gradualmente ad irrigidirsi, come è normale che sia crescendo di peso, e alcune posizioni possono cominciare a risultare scomode per lui, rendendole sconsigliabili dopo alcune settimane. Nei primi giorni invece queste sono per lui più familiari rendendo il servizio un processo decisamente non invasivo per lui.
ACNE
Qui si scende nel tecnico 🙂 L’acne nel neonato è la conseguenza di una limitata metabolizzazione degli ormoni androgeni che ha ricevuto dalla mamma (all’interno del feto materno, a questa funzione provvedeva il fegato della mamma) che stimolando le ghiandole sebacee creano questi antiestetici foruncoli. La spiegazione è complessa, ma a noi interessa sapere che questo processo di solito si incammina dopo alcuni giorni, noi ovviamente cerchiamo di non incontrarlo sulla strada del nostro servizio fotografico.
CROSTA LATTEA
Anche la crosta lattea ha il dispettoso vizio di manifestarsi nelle prime settimane di vita e rappresenta un ulteriore motivo per eseguire il nostro servizio prima del suo comparire.
COLICHE
Spauracchio di tutti i neo genitori, o almeno di quelli che sanno di cosa si tratta, le coliche SE si manifestano lo fanno intorno alla seconda settimana di vita del bambino e rappresentano una dura prova da superare per i genitori.
Va da sé che un bimbo con le coliche ha altro a cui pensare ed è bene fare in modo che non presenti questo disturbo durante il suo servizio fotografico che deve svolgersi in totale relax e serenità.
Insomma, come forse avrai compreso leggendo il valore aggiunto degli occhi chiusi ci rende il tutto un pochino più complicato ma molto più “magico”. D’altronde nessuno ha mai detto che la fotografia newborn sia un genere semplice ed immediato, le cose belle si ottengono con sacrificio e dedizione, due cose che ho imparato a mettere sul piatto della bilancia fin da subito quando ho deciso di intraprendere questo mestiere.