marco verri fotografo bambini

Lo studio fotografico

Mi chiamo Marco Verri e sono un fotografo specializzato in fotografia di famiglia, bambini e neonati.

Perché questo ramo della fotografia? Perché mi diverto un mondo!!

Devo dirlo, ho fortemente cercato e voluto uno studio fotografico con uno spazio da adibire a sala posa.

 

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Per come la vedo io, è un requisito fondamentale che deve avere uno studio adibito alla fotografia di famiglia/bambini (e più al ritratto in genere), lo scopo è la serenità. Se parliamo di fotografia per neonati infatti si può ben immaginare quanto sia delicata la faccenda, quanto sia importante essere assolutamente certi che durante il servizio non entri nessuno.

Lo studio è un ambiente intimo, in cui se entri tu non entra nessun altro.

Quando parlo di specializzazione intendo anche questo, garantire al cliente un’esperienza rilassata.

Entrati nella mia sala posa, la prima cosa che incontri è il fasciatoio per cambiare i neonati, i materiali per i set, cesti e tanto altro. Poco più in la c’è il camerino. 

Il mio studio si evolve nel tempo e, nonostante abbia avviato l’attività da poco, ha cambiato faccia più volte. È oggi una sorta di fusione tra “negozio” e “studio professionale“, cosa non sempre semplice da gestire ma estremamente efficace.

  

 

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Marco Verri fotografia neonato

Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?

Almeno una volta a ciascuno di noi, sarà capitato di aver perso i files delle fotografie “gelosamente” custodite su un hard disk o chiavetta usb a caso e senza nessuno scrupolo. Durante gli ultimi anni, quelli in cui vivo di fotografia per intenderci, il mio mondo si è rivoluzionato, ho studiato tanto e imparato molte cose, la maggior parte delle quali non c’entrano nulla con la “foto o la luce perfetta”, che sono di “contorno”alla mia professione ma che, pensa te, occupano l’80% del mio tempo.

Il premio per l’aspetto che più mi ha creato problemi va sicuramente alla creazione del listino. Ah il listino! Bestia nera credo di qualunque professionista che offra servizi non così facilmente prezzabili e per i quali stabilire il corretto prezzo non è affatto semplice.

In questo articolo oggi voglio spiegarti meglio per quale motivo nel mio sono quasi sempre presenti le stampe.

Ti anticipo subito che non è una questione economica, la gestione di un album per il fotografo è scomoda perché:

  • Porta via molto tempo. Impaginazione, scelta dei dettagli con il cliente, gestione ordini e consegna.
  • In tutte queste fasi è possibile compiere un errore, e indovina a chi rimane sul groppone il tuo album?
  • Alza i prezzi. E’ ovvio, il cliente deve sostenere il costo della stampa e rilegatura dell’album.
  • Alza il fatturato. Questo aspetto è spesso trascurato, ma per chi, per motivi di inquadramento fiscale ha limiti di fatturato, a fine anno gli album rappresentano una bella fetta che per di più non è stata fonte di guadagno per il fotografo, se non in parte.

Tuttavia, l’album è presente in quasi tutte le soluzioni che offro, e i motivi sono più di uno.

 

Rivoluzionario

Non perché sia un prodotto nuovo, ma perché copre esigenze che avrai anche in futuro. Il tuo servizio fotografico va visto come un investimento a lungo termine e non per pubblicare due foto su Facebook il giorno dopo. È un lavoro che dovrai consegnare ai tuoi figli per mostrargli come la sua famiglia era in passato.

Sicuro

In quest’ottica la chiavetta digitale non è certo la scelta più intelligente perché è un supporto facilmente deteriorabile, senza contare che tra vent’anni la porta USB sarà un ricordo sfumato come per noi lo è il Walkman e le vecchie musicassette, puoi immaginare (ammesso che tu la abbia ancora) cosa te ne potrai fare della chiavetta?

È un paracadute

Sparo, in ordine casuale tutte le frasi che ho sentito in questi anni circa la perdita dati:

  • Oddio, mio marito non è tanto pratico con il computer e non so cosa abbia fatto, ma le tue foto non ci sono più! Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Credevo di averle salvate in ufficio ma proprio non trovo più quella cartella, mia moglie mi ucciderà…Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Guarda…sono entrati i ladri in casa mia e mi hanno rubato il portatile con anni di foto, persino quelle del matrimonio…sono disperata. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Non capisco…fino a ieri la chiavetta funzionava..adesso mi dice “memoria disco corrotta, si prega di formattare il supporto”. Hai idea di cosa sia successo? Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • E niente…la tempesta dell’altro ieri mi ha bruciato l’hard disk esterno che avevo comprato apposta, irrecuperabile. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Il cane passando si è impigliato nel filo di alimentazione del mio Hard Disk facendolo cadere, adesso fa un rumore strano e non riesco ad accedervi. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Aiutooooooo!

 

Faccio notare che tutto quanto scritto sopra non è frutto di fantasia quanto di esperienze vissute e di fatti accaduti realmente nella mia breve carriera di fotografo.

Però aspetta, non ho finito, ho un sassolino nella scarpa che mi devo togliere da un paio di anni.

Il migliori sono i papà che mi dicono “ma stai tranquillo che io non le perdo di sicuro” quasi a leggere nei loro occhi “ma per chi mi hai preso?” Ok….

Ma alla fine, il mio mestiere non è convincervi a tutti i costi che il modo migliore che avete di custodire i vostri ricordi è di uscire dalla digitalizzazione, il mio compito da professionista è quello di mettervi a conoscenza dei rischi che vi prendete nel non farlo, e di lasciare a voi la scelta definitiva.

Sai perché spesso l’album è visto come un prodotto noioso? Perché viene associato a quello di matrimonio che, storicamente, nessuno sfoglia mai più di tanto e viene ritenuto, nel tempo, una spesa che si poteva evitare.

Beh, io ti posso assicurare che l’album di tuo figlio lo consumerai a forza di guardarlo, lo guarderai tu e lo farai guardare a forza ad amici e parenti perché li dentro ci sono le immagini del tuo bambino, e nulla varrà di più al mondo per te.

Sia chiaro, l’album non è l’unico prodotto al mondo in grado di offrirti tutto questo, in genere qualunque prodotto stampato, se di qualità, svolge le stesse funzioni dell’album. Diciamo che per quello che si fa nel mio studio è il contenitore più comodo e pratico e per questo motivo è diventato il punto di forza dei miei pacchetti e ti assicuro nessuno mi ha mai detto di essersi pentito di averlo portato a casa.

 

Io spero vivamente di essermi spiegato come si deve e averti fatto capire che cosa davvero significa acquistare un servizio fotografico per il tuo bambino e quale dovrebbe essere l’approccio corretto. Comprendo comunque che a volte ci siano limiti di budget che ci fanno preferire alcune strade piuttosto di altre e non è mio compito giudicare le tue scelte, ho solamente voluto darti qualche strumento utile per valutare al meglio la cosa in modo globale.

Marco Verri fotografia di gravidanza

Cara mamma, credi di essere l’unica a disagio davanti all’obiettivo?

Sicuramente credi che ci sia imbarazzo da parte tua nel farti fotografare seminuda oppure nuda? Niente di più vero ma anche di sbagliato! Perchè oltre al tuo, c’è anche (in forma diversa certo, certo) il mio. 

Quando ho intrapreso la strada del ritratto immaginavo già che mi sarei trovato ad “affrontare” la questione nudo. Anche se devo ammettere che, a parte chi sceglie di rimanere vestita, ho potuto verificare che una donna in dolce attesa è stimolata e propensa a farsi fotografare anche senza o con pochi veli; vuoi per la particolare unicità del momento, vuoi perché forse un po’ “educata” dalla tendenza.

 

Il mio primo servizio fotografico di gravidanza in studio mi ha dato tanto da tribolare, soprattutto riguardo al come approcciare l’argomento; ma ricordo bene che è stato tutto molto naturale sia da parte mia che da parte della mamma.  Ma riflettendoci, e come soprattutto mi hanno fatto notare spesso e volentieri, “Ma scusa non è come se mi vedessi al mare?”. Giusto. Giusto approccio e fine delle tribolazioni. Sicuramente nei primi tempi chiaramente c’è stato dell’imbarazzo di base da parte mia, in quanto approccio veramente ai primi servizi di fotografia di gravidanza, in quanto proprio primi approcci.

 

Ma si sa, a volte le paure sembrano più grandi di quello che realmente sono.

 

Chiaramente tempo prima fotografavo macchine, go-kart, calcio ed eventi di cronaca, però l’intraprendere il ritratto fotografico (perchè di fotografia di ritratto si tratta) è stato meno traumatico rispetto a come me lo immaginavo, in quanto ti porta ad avere un approccio molto più intimo con chi si ha di fronte.

Quello che voglio farti capire è che oltre alle fotografie SUPER WOW sui siti e sulle pagine dei fotografi professionisti che ritraggono mamme in forma smagliante, esiste la magnifica normalità di una donna incinta, fatta mille trasformazioni (gambe gonfie, chili di troppo e chi più ne ha ne metta) che a prima vista potresti pensare che hanno poco a che vedere con un servizio fotografico. Dico a prima vista perchè l’errore più diffuso è valutare un lavoro dall’aspetto estetico e non da quello emotivo. Ed è proprio il valore emozionale ciò che dovrebbe spingere una famiglia a realizzare le proprie immagini di gravidanza.

Quello che spiego ai clienti è che l’album realizzato oggi, prima o poi passerà in mano proprio al tuo figlio che ora porti in grembo, verrà sfogliato dai vostri figli e loro in quelle foto vedranno la loro mamma in uno dei momenti più coinvolgenti della loro vita, leggeranno quelle foto privi di critica analitica. Con gli occhi di un figlio.

Questo probabilmente è uno degli aspetti fondamentali della fotografia di gravidanza, sicuramente quel motivo che fa cambiare idea alle persone che spesso si trascurano e si sottostimano per un qualsiasi motivo.

Essendo fotografo di professione è chiaro avrei piacere di essere io a realizzare il tuo servizio di gravidanza perché in studio da me cerco di rendere il tutto esteticamente perfetto, ma quello che mi sento di dirti qualunque sia la tua scelta, è di non perdere l’occasione di scattarti qualche fotografia della tua pancia, non per vanità, non per postarla su Facebook o Instagram ma fallo per tuo figlio, fallo per tramandargli qualcosa.

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Marco Verri fotografia neonato

I primi giorni non torneranno mai

I veri motivi per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita.

 

Una delle cose più faticose da comunicare ai miei clienti è stata la necessità di fotografare i loro pargoli nei primi giorni della loro vita, mediamente tra gli 8 e i 12 giorni.

Ho scritto “necessità” perché effettivamente è questo, non quindi un capriccio. Una specifica esigenza senza la quale il lavoro diventa enormemente più difficile, che già di base non proprio semplice, se ci aggiungiamo altre difficoltà siamo fritti.

 

Il servizio fotografico neonato ha come specifica prerogativa e particolarità, quella di essere svolto quasi interamente con il bambino addormentato, “piccolo particolare” che rende il tutto molto ma molto più difficile da gestire perché prevede un approccio differente, ma è lo stesso fattore che rende tutto molto ma molto più bello.

 

Ma perché si cercano le immagini con il bambino che dorme?

Beh, la risposta sta nella fotografia stessa, l’immagine di un bimbo che dorme pacifico è molto più tenera e dolce della sua equivalente con gli occhi aperti. Ho delle fotografie nel mio hard disk assolutamente identiche, scattate una a pochi secondi l’una dall’altra in cui in una delle due il bimbo ha gli occhi aperti e ti posso assicurare che il risultato è completamente diverso.

Ma riuscire a fotografare un bimbo che dorme presuppone tutta una serie di accortezze che si adottano PRIMA dello scatto vero e proprio e dell’arrivo dei genitori in studio. Ad esempio locale decisamente riscaldato, ambiente sereno e tranquillo ma non completamente silenzioso.

Sfatiamo il mito del silenzio assoluto che deve circondare il neonato per permettergli di dormire sereno; è una credenza che va contro la logica, se pensiamo che il bimbo non è MAI stato nel silenzio, soprattutto nel grembo materno tra liquidi, fluidi e rumori di ogni genere. Non stupitevi quindi se il vostro bambino si permette di fare 3 ore di sonno mentre qualcuno passa l’aspirapolvere, un altro guarda la TV e il fratellino gioca con la batteria nuova che gli hanno regalato a Natale. Tutto nella norma.

 

Ma quali sono i motivi veri e propri per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita?

IL SONNO

Un bambino nei suoi primi giorni di vita dorme in media 20 ore al giorno. È intuitivo capire quanto siano preziosi quindi questi primi istanti per quello che dobbiamo fare qui, cioè realizzare belle fotografie di neonati.

 

LA MUSCOLATURA

Le pose in cui posizioniamo i nostri piccoli modelli durante un servizio fotografico, che sono assolutamente naturali e non forzate se togliamo alcune più elaborate e scenografiche che vengono eseguite a richiesta, non sono altro che la replica delle posizioni in cui spesso il neonato si trova all’interno dell’utero materno e che assumono, ovviamente senza sforzo.

Una volta venuto alla luce, sebbene il bimbo sia assolutamente “snodato” la sua muscolatura inizia gradualmente ad irrigidirsi, come è normale che sia crescendo di peso, e alcune posizioni possono cominciare a risultare scomode per lui, rendendole sconsigliabili dopo alcune settimane. Nei primi giorni invece queste sono per lui più familiari rendendo il servizio un processo decisamente non invasivo per lui.

 

ACNE

Qui si scende nel tecnico 🙂 L’acne nel neonato è la conseguenza di una limitata metabolizzazione degli ormoni androgeni che ha ricevuto dalla mamma (all’interno del feto materno, a questa funzione provvedeva il fegato della mamma) che stimolando le ghiandole sebacee creano questi antiestetici foruncoli. La spiegazione è complessa, ma a noi interessa sapere che questo processo di solito si incammina dopo alcuni giorni, noi ovviamente cerchiamo di non incontrarlo sulla strada del nostro servizio fotografico.

 

CROSTA LATTEA

Anche la crosta lattea ha il dispettoso vizio di manifestarsi nelle prime settimane di vita e rappresenta un ulteriore motivo per eseguire il nostro servizio prima del suo comparire.

 

COLICHE

Spauracchio di tutti i neo genitori, o almeno di quelli che sanno di cosa si tratta, le coliche SE si manifestano lo fanno intorno alla seconda settimana di vita del bambino e rappresentano una dura prova da superare per i genitori.

Va da sé che un bimbo con le coliche ha altro a cui pensare ed è bene fare in modo che non presenti questo disturbo durante il suo servizio fotografico che deve svolgersi in totale relax e serenità.

 

Insomma, come forse avrai compreso leggendo il valore aggiunto degli occhi chiusi ci rende il tutto un pochino più complicato ma molto più “magico”. D’altronde nessuno ha mai detto che la fotografia newborn sia un genere semplice ed immediato, le cose belle si ottengono con sacrificio e dedizione, due cose che ho imparato a mettere sul piatto della bilancia fin da subito quando ho deciso di intraprendere questo mestiere.

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Servizio fotografico bambino Lecce

Preparazione servizio fotografico bambino

Leggi attentamente.

La sessione fotografica si svolge nel mio studio:

– Melendugno (LE) Corso Cavour, 46A

Puoi navigare seguendo QUESTO LINK.

 

La sessione fotografica di bambini ha una durata media di 1 ora e mezza circa comprensiva di cambi e pause. È una stima indicativa, in ogni caso non finiremo fino a quando non avremo finito 😊

Le sessioni riguardano tutta la famiglia, quindi all’interno delle fotografie sono ammessi fratelli/sorelle e ovviamente i genitori, senza alcun tipo di sovrapprezzo.

Abbigliamento.

Porre la giusta attenzione ad un corretto abbigliamento per una sessione fotografica di famiglia è cosa buona e giusta e spesso fa la differenza tra un risultato “carino​” ed uno davvero di qualità​.

Ecco 10 consigli utili per essere vestiti “ad hoc​” per la vostra sessione fotografica.

  1. Coordinate i colori, non replicateli

Non è necessario avere maglia, giacca, pantaloni, mutande e cappello dello stesso colore, cercate piuttosto di abbinarli l’un l’altro secondo un gusto semplice e casual. Potrebbe essere una maglia blu e un pantalone grigio, o qualcosa di similare. (nel dubbio vedi sopra)

 

  1. Non dimenticate gli accessori

Avere degli accessori da usare durante la sessione rende gli scatti più interessanti, senza contare che aiutano il soggetto ad occupare le mani. Avete mai fatto caso al fatto che i presentatori del Tg hanno sempre una penna nelle mani? Non è per prendere appunti…

 

  1. Le collezioni, ottima scelta

Se avete fissato la sessione con largo anticipo e siete alla ricerca di qualcosa, date la precedenza alle collezioni che vi offrono i negozi, così facendo sicuramente non sbaglierete abbinamenti. Questo è un trucco da uomo che ho imparato nel tempo 😉

 

  1. Preparatevi

I vestiti dei bambini si sporcano di frequente, e passano più tempo in lavatrice che nel cassetto. Preparare in tempo ciò che vi serve aiuta a non averli nella cesta delle cose da lavare proprio il giorno della sessione.

 

  1. Firma anche tu contro l’uso dei loghi sulle maglie

Non c’è niente di più brutto a vedersi di un gigantesco logo spiaccicato sul petto del bambino/a o di una maglietta piena zeppa di scritte e disegni. E’ un modo sicuro per rendere le vostre foto dozzinali e pacchiane. Lo dico senza mezzi termini!

 

  1. Portate un cambio

Fate una borsa in cui mettete un cambio, sia per evitare che la prima pozzanghera ci rovini il pomeriggio, sia per avere alternative da mettere addosso che rendano la sessione più varia.

 

  1. Classic is better

Tenete conto che le fotografie che scatterete andranno probabilmente su un muro, un album o una cornice. Un look classico rende il tutto senza tempo e patisce meno il passare degli anni? Hai in mente quei bei ritratti in bianco nero? Ecco, proprio così. (nel dubbio vedi sopra)

 

  1. Pensate al gruppo

Viene sempre il momento della foto di famiglia in cui i colori di tutti i membri si fondono magicamente in un unico scatto dalle tonalità indefinite. Seguire i consigli elencati qui sopra vi aiuta a limitare i danni! (nel dubbio vedi sopra)

 

  1. Capelli in ordine

Anche se non c’entra nulla con il vestiario lo scrivo perché è importante. I capelli in ordine sono fondamentali​, senza porre maniacale attenzione o passare ore dal parrucchiere è sufficiente una sistemata che costa davvero poco ma rende tanto. (nel dubbio vedi sopra)

 

  1. Nel dubbio vedi sopra

 

Senza venire matti a comprare abiti nuovi per tutta la famiglia, sappiate che in generale la regola d’oro è quella di non esagerare con i colori sgargianti o vistosi​, a meno che questo non sia intenzionalmente voluto per qualche motivo.

Sia che si parli di un bimbo di 6 mesi, un anno, fratelli, sorelle o genitori è sempre meglio optare per vestiti semplici e sobri, magari tinta unita, ottimi il bianco, grigio e blu per lo studio e qualche colore in più se si scatta in esterno. Gli scatti di famiglia dovrebbero essere il più possibile bilanciati a livello cromatico, cercando di evitare l’effetto arcobaleno che è tanto apprezzato da noi fotografi quanto dimenticare a casa la scheda di memoria della macchina fotografica.

E’ consigliabile fare una borsa in cui mettere abiti di diverso tipo, per esempio un jeans e maglietta e un pantalone o vestito un po’ più elegante, giusto per dare al servizio un po’ di movimento e varietà tra le foto. Per i servizi in studio io mi sto piano piano attrezzando per vestire da me i piccoli modelli, ma avere tutto, di diversi colori, età e sesso è una piccola impresa per la quale mi sto attrezzando ma che richiederà un bel po’ di tempo.

Di solito si fa un mix tra quello che ho io e quello che ha il cliente. Non dimenticate di porre attenzione ai capelli, averli in ordine costa poco e rende tanto. Ci vediamo per la vostra sessione!

Cosa portare.

 

Chiaramente tutto il necessario per la cura del tuo bambino, in studio è presente un fasciatoio, un letto e due divani oltre che salviette, pannolini igienizzante mani e scalda biberon.

 

Per ogni dubbio o chiarimento ulteriore chiamami o scrivimi, ciao!